Utilità ed effetti collaterali
Il cloro viene normalmente introdotto nell'acqua dell'acquedotto sotto forma di ipoclorito di sodio per garantirne la disinfezione (non la sterilizzazione) lungo tutto il percorso fino al rubinetto di casa. Produce però alcuni effetti collaterali tra i quali il peggioramento delle caratteristiche organolettiche (sapore e odore) dell'acqua, o eventuali presenze di cloroderivati. Tali effetti collaterali possono essere eliminati tramite filtri contemplati da un decreto ministeriale (DM 443/90) specifico per le apparacchiature di trattamento dell'acqua potabile ad uso domestico.
Il calcio invece si trova naturalmente disciolto nell'acqua, che se ne arricchisce durante il passaggio nel terreno.
Si tratta di un componente fondamentale della dieta, introdotto in realtà più con il cibo che con le bevande.
Se è stato imputato in passato per la formazione dei calcoli renali, studi più recenti affermano che un buon apporto di calcio con la dieta è addirittura preventivo. Ad esempio il professor Loris Borghi dell'univerità di Parma (i cui studi sono stati pubblicati su una delle più importanti riviste mediche a livello internazionale) prescrive ai suoi pazienti che soffrono di calcoli una dieta con un ampio apporto giornaliero di calcio (superiore ad 1 grammo) associato ad un ridotto apporto di sale e proteine animali. Un altro studio americano ha appurato che un buon apporto di calcio è un fattore preventivo anche nelle giovani donne (mentre ne parla come di un dato acquisito per gli anziani).
Inoltre viene consigliato: un elevato consumo di acqua (oltre 2 lt al giorno), di fibre vegetali (e di fitati, contenuti nella verdura, che sembrano essere coinvolti nella prevenzione), di potassio, magnesio e citrato, un basso apporto di ossalati.
Il calcio inoltre è fondamentale per prevenire l'osteoporosi e le malattie cardiovascolari. In sintesi bere l'acqua potabile, che può correttamente essere dura (ricca di calcio e magnesio), non è assolutamente un problema.
Molto importante è invece, ricorrere, in caso di necessità, alle acque terapeutiche, solo su precisa indicazione medica.
Quindi dal punto di vista alimentare non devono spaventarci i precipitati di calcio (calcare) che si possono formare nelle tubazioni, nei circuiti dell'acqua sanitaria o negli elettrodomestici; questi rappresentano un problema solo per gli impianti, risolvibile con tecnologie specifiche. Questi trattamenti, sempre disciplinati dal DM 443/90 (addolcitori, anticalcari magnetici, etc), non apportano alcun miglioramento sotto il profilo alimentare, ma solo tecnologico.
Si possono scaricare qui sotto una relazione dell'Eco Istituto del Piemonte (Centro Studi Sereno Regis di Torino) e il D.M. 443/90, il regolamento ministeriale per il trattamento dell'acqua ad uso domestico
- Cloro, calcare e sistemi di trattamento (appropriatezza composito) relazione a cura del gruppo acqua dell'Eco Istituto del Piemonte.
- DM 443/90 regolamento Ministeriale per il trattamento dell'acqua potabile ad uso domestico.
Testo a cura di Alessandro Giannini

