La durezza dell'acqua

In passato, per "durezza" si intendeva la capacità di un'acqua di precipitare i saponi e quindi in questo parametro venivano compresi tutti i cationi che hanno tale proprietà (Ca, Mg, Fe, Al, Mn, Zn, e così via).
Secondo l'attuale convenzione, invece, la durezza si riferisce alla concentrazione degli ioni calcio e magnesio (e in effetti, nelle acque naturali gli altri ioni sono trascurabili rispetto a questi).

  • La durezza totale esprime la concentrazione di calcio e magnesio, mentre la durezza temporanea è dovuta solo ai bicarbonati di calcio e magnesio, che precipitano durante l'ebollizione
  • La durezza permanente è dovuta a tutti i sali che dopo l'ebollizione non precipitano come carbonati e rimangono in soluzione (comprende quindi solfati, cloruri e i nitrati di calcio e magnesio)

La durezza viene espressa in mg/l di CaCO3. Spesso si utilizzano ancora i gradi francesi:
1 °F = 10 mg/l CaCO3

In base alla durezza si usa distinguere le acque in dolci (sotto i 15°F), mediamente dure (15-30°F) e dure (oltre i 30°F). Da sottolienare che per legge non è possibile abbassare artificialmente la durezza delle acque potabili sotto i 15°F perché questo potrebbe essere non idoneo per la salute umana.

Come si vede dalla carta l'acqua in Italia è di durezza elevata, anche a causa del fatto che il prelievo avviene spesso dal sottosuolo.