...fra diritto, sanità e sostenibilità
Diritto
- IL Decreto Ministeriale 443/90 ben regolamenta la costruzione e commercializzazione di sistemi di filtrazione per l'acqua potabile ad uso domestico.
- E' molto importante distinguere bene i sistemi per ridurre eventuali problemi tecnologici, come le incrostazioni alle tubazioni (addolcitori, chiarificatori...) dai sistemi per l'acqua ad uso alimentare, da installare sotto o sopra al lavello della cucina.
- Il DM 443 vieta l'utilizzo del termine generico "depuratore", per il trattamento domestico dell'acqua potabile.
- Il termine generico "filtri" dice poco o niente, ogni sistema deve essere chiamato con il nome specifico, in modo da non indurre confusioni
- Sono vietati i semplici filtri a carbone attivo (anche se si trovano in commercio...)
- I filtri a struttura composita, possono contenere carbone attivo perchè sono batteriostatici ma devono anche avere una specifica approvazione Ministeriale riportata in etichetta...
- Il Decredo Legislativo, DL31/01, pur dichiarando che i parametri di potabilità (compresi quindi odore,colore e sapore) devono essere rispettati al rubinetto, distingue la resposabilità del gestore dell'acquedotto che ha il compito di assicurare tali parametri al punto di consegna, quindi al contatore, mentre dal punto di consegna al rubinetto, la resposabilità è dell'utente o dell'amministratore condominiale.
- E' vero che l'utente ha diritto a un intervento dell'autorità pubblica in caso di elevata presenza di cloro, in quanto la legge richiede il rispetto dei parametri di potabilità (compresi inodore, incolore, insapore), ma è anche vero che sia sotto un punto di vista tecnico che di efficacia, è piu sostenibile un intervento di declorazione, il piu vicino possibile al punto di erogazione, quindi al rubinetto.
- Lo stato delle tubature degli acquedotti come quelle di casa, sono fondamentali per assicurare l'acqua buona al punto di erogazione, ma pur considerando uno stato efficente della struttura distributiva, permane il problema organolettico (odore,colore,sapore) difficilmente eliminabile dopo il lungo percorso nelle tubazioni, fra lavori sistematici ed accidentali, e per la presenza di cloro.
- Una adeguata rifinitura al termine del percorso , allo stato delle cose, sembra essere la soluzione piu semplice ed efficace, economica e facilmente attuabile. Inoltre è un occasione per lo sviluppo di un importante settore economico locale, purchè ben professionalizzato.
Sanità
- E' diffusa la convinzione che le acque potabili contengano molto calcio, in realtà le acque "minerali" ne contengono di più
- Il calcare che si deposita sul lavello e sulle rubinetterie allarma le persone anche per l'aspetto alimentare. In realtà il calcio nell'acqua è molto prezioso, infatti è vietato ridurre la durezza sotto i 15 gradi francesi quando si va ad installare per esempio un addolcitore, che deve essere opportunamente regolato.
- E' dimostrato che il calcio previene le malattie cardiovascolari
- Chi ha problemi di calcoli, deve seguire il consiglio del medico, che in base alle caratteristiche dell'acqua locale e delle esigenze del paziente, potrebbe consigliare acque terapeutiche (ben vengano qui le minerali)
- I cloroderivati (vedi campagna "non datecela a bere" di Greenpeace) sono presenti in quantità minime, controllate dalle ASL di competenza
- Il carbone attivo, quindi anche il nostro filtro a struttura composita, elimina gran parte dei cloroderivati (cloroformio, fenoli, trialometani, alometani etc vedi analisi sulle proprietà di declorazione)
- I cloroderivati permangono anche dopo la bollitura dell'acqua in quanto evaporano (a parte il cloroformio) a temperature superiori di quella di ebollizione dell'acqua.
Sostenibilità
- Abbiamo visto che l'utente ha il diritto di avere l'acqua potabile al rubinetto anche con il rispetto dei parametri inodore,incolore,insapore,
- ma tecnicamente, al fine di garantire la disinfezione sanitaria, non è sempre possibile consegnare al contatore acqua inodore e insapore.
- inoltre anche il circuito domestico e condominiale puo concorrere a peggiorare le proprietà dell'acqua consegnata al contatore.
- La minima presenza di cloroderivati acconsentita dalla legge non rappresenta un pericolo per la salute, ma se non ci sono è meglio.
- Il consumo di acqua imbottigliata, non garantisce l'aspetto salutistico pubblicizzato, e crea problemi di spreco energetico e rifiuti plastici.
- La vendita degli erroneamente detti "depuratori" domestici ha concorso, anche con tecniche di vendita truffaldine (le prove con l'elettrolisi per vendere osmosi inversa sono una vera truffa), a creare un opinione negativa dell'acqua potabile.
- Alla fine del percorso delle tubature che conducono l'acqua potabile, disinfettata, puo essere corretto ed efficace una adeguata filtrazione al punto di erogazione per ripulirla dagli affetti della distribuzione stessa (il cloro è solo un mezzo di trasporto, terminato il suo ruolo, è giusto toglierlo)
- A questo fine i filtri a struttura composita sono la risposta piu adeguata ed efficace contemplata dalla legge.
- Una buona collaborazione fra gestore dell'acquedotto e delle ASL locali con un professionalizzato settore del trattamento acqua ad uso domestico, puo essere una reale opportunità sia per garantire acqua buona sotto un punto di vista sanitario e di gusto per il cittadino, sia per lo sviluppo di un settore occupazionale locale importante.
- Alcuni filtri a struttura composita in commercio, e utilizzati nell'industria di bevande, appartengono a multinazionali implicate nella privatizzazione degli acquedotti.
- Qualità, valori ambientali e sociali sono le proprietà del nostro fitro.

